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Controversie tra soci e nelle imprese familiari a Bologna

Quando i soci non riescono più a decidere insieme, il conflitto si riflette sull’impresa: bilanci contestati, utili non distribuiti, amministratori sotto accusa, soci che vogliono uscire senza accordo sul valore della quota. Lo Studio di Donatella Pizzi, avvocata cassazionista e mediatrice civile e commerciale, assiste soci e società a Bologna e online, valutando caso per caso se tutelarsi in giudizio, negoziare o tentare la mediazione.

In sintesi

  • Il socio che non amministra ha diritto di informazione e controllo (artt. 2261 e 2476 c.c.).
  • Le delibere e le decisioni dei soci si impugnano di regola entro novanta giorni (artt. 2377 e 2479-ter c.c.).
  • Recesso, esclusione e valutazione della quota hanno regole diverse a seconda del tipo di società.
  • Nelle società di persone la mediazione è condizione di procedibilità; negli altri tipi lo diventa con una clausola statutaria (artt. 5 e 5-sexies D.Lgs. 28/2010).

Di che cosa si occupa lo Studio

  • Analisi iniziale: statuto, atto costitutivo, patti tra soci, delibere e termini in scadenza.
  • Diritto di informazione: richiesta di notizie e consultazione dei libri sociali e dei documenti dell’amministrazione, anche tramite professionisti di fiducia (art. 2476, secondo comma, c.c.).
  • Impugnazione di delibere e decisioni, con l’eventuale richiesta di sospensione dell’esecuzione (artt. 2377, 2378 e 2479-ter c.c.).
  • Recesso ed esclusione: verifica dei presupposti, comunicazioni, determinazione e pagamento della quota (artt. 2285-2289, 2437 e 2473 c.c.).
  • Responsabilità degli amministratori e, nelle s.r.l., richiesta di revoca cautelare in caso di gravi irregolarità (art. 2476 c.c.).
  • Negoziazione e mediazione dell’uscita di un socio, di nuove regole di governo o della ripartizione degli utili.

Le imprese familiari

Quando i soci sono anche fratelli, coniugi o genitori e figli, il conflitto societario si intreccia con quello familiare: una separazione o una successione possono rimettere in discussione equilibri durati anni. Per i familiari che lavorano nell’impresa senza esserne soci, il codice civile prevede inoltre diritti specifici di partecipazione agli utili e agli incrementi e di prelazione (art. 230-bis c.c.). In questi casi la competenza giuridica si accompagna a quella di mediatrice familiare e civile, per tenere distinti i piani senza perdere di vista le relazioni.

Attenzione ai tempi

Molti strumenti hanno termini brevi: novanta giorni per impugnare, trenta giorni per opporsi all’esclusione in una società di persone (art. 2287 c.c.). La domanda di mediazione, una volta comunicata, impedisce la decadenza per una sola volta, e la causa va poi proposta entro lo stesso termine, che decorre dal deposito del verbale (artt. 8, comma 2, e 11, comma 4-bis, D.Lgs. 28/2010). Per questo il primo passo è sempre la verifica delle date.

Domande frequenti

Posso uscire dalla s.r.l. se non sono d’accordo con gli altri soci?

Nei casi previsti dall’atto costitutivo e dalla legge sì, e nelle società a tempo indeterminato in ogni momento con preavviso di almeno centottanta giorni. Il rimborso tiene conto del valore di mercato; in caso di disaccordo lo determina un esperto nominato dal tribunale (art. 2473 c.c.).

Si può trattare mentre si impugna una delibera?

Sì. La mediazione non impedisce di chiedere i provvedimenti urgenti e cautelari (art. 5, comma 5, D.Lgs. 28/2010), e anche nel processo il giudice può tentare la conciliazione suggerendo modifiche alla delibera (art. 2378 c.c.).

Approfondimenti: controversie tra soci: strumenti e termini · clausole di mediazione negli statuti · passaggio generazionale.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Norme verificate sul testo vigente pubblicato su Normattiva. Ogni situazione viene valutata in base alle circostanze concrete, senza automatismi e senza garanzia di risultato.

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