Come scegliere l’avvocato giusto per la mediazione civile e commerciale.

Come scegliere l’avvocato per la mediazione civile e commerciale: criteri, competenze e cosa valutare. Informazioni utili per orientarsi 

A cura di Donatella Pizzi, avvocato a Bologna, formatore e mediatore civile e commerciale iscritto nell’elenco formatori e mediatori in mediazione civile e commerciale presso il Ministero della Giustizia.

“Mi serve davvero un avvocato per la mediazione?”

È una delle domande più frequenti, e anche una delle più delicate.

Molti pensano alla mediazione come a qualcosa di semplice, quasi informale: un incontro, un tentativo di accordo, una conversazione guidata. Da qui nasce l’idea che l’avvocato sia opzionale, o comunque non determinante. In realtà, la risposta è più ampia — e proprio per questo più importante da comprendere.

Nella mediazione civile e commerciale, la presenza dell’avvocato è spesso prevista e, in alcuni casi, necessaria. Ma al di là dell’aspetto formale, il punto vero è un altro: la mediazione non è solo dialogo, è anche strategia. Non si tratta semplicemente di “andare a parlare”.
Si tratta di capire bene qual è la tua posizione giuridica reale, quali margini di trattativa esistono, quale soluzione è davvero conveniente per te in base ai tuoi interessi. La strategia va preparata prima insieme, queste valutazioni non si improvvisano.

Non tutti gli avvocati affrontano la mediazione nello stesso modo

Qui è utile chiarire un aspetto importante, anche sotto il profilo deontologico.

In Italia non esiste una “specializzazione ufficiale” in ADR. Tuttavia, molti avvocati hanno costruito nel tempo una formazione e un’esperienza specifica nelle ADR (Alternative Dispute Resolution), attraverso corsi specifici sulle tecniche di negoziazione, corsi per avvocati in mediazione civile e commerciale, attività come mediatori, esperienza diretta nelle procedure di mediazione e negoziazione assistita.

Questo fa sì che, pur nel rispetto della professione e senza gerarchie rigide, non tutti gli avvocati abbiano lo stesso approccio o la stessa esperienza in questo ambito. Non è una questione di “bravura in assoluto”, ma di aderenza allo strumento.

Cosa cambia davvero in mediazione rispetto alla causa

In tribunale, l’avvocato costruisce una difesa che sarà valutata da un giudice. In mediazione, invece, l’obiettivo è diverso: trovare un accordo che funzioni per entrambe le parti. Questo comporta un cambio di prospettiva significativo. Un avvocato efficace in mediazione non rinuncia alla tutela del cliente, ma valuta anche le opportunità di soluzione,  sa quando sostenere una posizione e quando aprire uno spazio di dialogo; non è una rinuncia, è una strategia diversa per quel preciso contesto e nell’interesse del proprio assistito.

Come orientarsi nella scelta

Scegliere un avvocato non significa cercare “il migliore in assoluto”, ma il professionista più adatto alla tua situazione. Ci sono alcuni elementi che possono aiutarti a orientarti.

Durante il primo confronto, un buon segnale è la capacità di inquadrare la mediazione non come un ostacolo, ma come una fase con un proprio valore. L’avvocato riesce a spiegarti con chiarezza cosa può accadere in mediazione, ti illustra richiesta e opportunità, senza semplificare troppo. Un buon segnale è la capacità di inquadrare la mediazione non come un ostacolo, ma come una fase con un proprio valore.

Allo stesso tempo, è corretto diffidare da chi minimizza il conflitto o, esclude a priori qualunque possibilità di accordo. La deontologia forense richiede equilibrio, trasparenza, informazione ampia al cliente anche sulla mediazione.

Il valore dell’esperienza nelle ADR (Alternative Dispute Resolution – metodi stragiudiziali di risoluzione delle controversie)

Può essere preso in considerazione oltre che il percorso esperienziale anche il percorso formativo del professionista avvocato. Un avvocato che ha frequentato corsi specifici in negoziazione e mediazione e ha maturato esperienza nelle ADR — ad esempio anche come mediatore — tende ad avere maggiore familiarità con le dinamiche della mediazione, capacità di “leggere” le posizioni delle parti, attenzione alla costruzione di soluzioni praticabili nell’interesse del proprio cliente e tanto altro ancora.

Questo non garantisce il risultato (che dipende sempre da più fattori), ma può incidere sul modo in cui la procedura viene affrontata. Affrontare una mediazione con consapevolezza significa scegliere un’assistenza che sappia muoversi con equilibrio tra diritto e negoziazione.

In sintesi

La domanda iniziale — “mi serve davvero un avvocato per la mediazione?” — trova una risposta più completa nel rivolgersi ad un un professionista che sappia interpretare la mediazione per quello che è un’occasione concreta per risolvere il problema nel modo più efficace possibile.

A cura di: Avv. Donatella Pizzi, via Dei Mille 22, 40121 Bologna.

Torna in alto

Scopri di più da STUDIO DONATELLA PIZZI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere