Convocazione in mediazione civile e commerciale. Cosa significa, cosa fare e perché non ignorarla.

Mediazione civile e commerciale: cosa fare se ricevi una convocazione, costi, vantaggi e come scegliere l’avvocato giusto. Assistenza a Bologna e online.

A cura di Donatella Pizzi, avvocato a Bologna, mediatore e formatore in mediazione civile e commerciale iscritto all’elenco dei mediatori e formatori del Ministero della Giustizia.

Hai ricevuto una raccomandata A/R o una pec da un organismo di mediazione?

Se ti è arrivata una lettera raccomandata o una pec da un organismo di mediazione civile e commerciale, non è pubblicità e non va presa “a cuor leggero”, si tratta infatti dell’avvio di una procedura legale alternativa al giudizio, il procedimento di mediazione civile e commerciale.

Apri la busta, leggi velocemente e pensi: “Sarà una comunicazione qualsiasi”. Poi trovi parole come “organismo di mediazione”, “convocazione”, “primo incontro”. In quel momento nasce il dubbio: “Devo preoccuparmi? ” “Cosa devo fare? ” “Posso ignorarla, non mi pare mi chiamino in causa”.

La risposta è semplice,  devi agire, non ignorarla.

Cosa significa davvero?

Quando ricevi una convocazione in mediazione civile e commerciale, qualcuno ha già fatto un passo concreto. Non è ancora una causa, ma è il passaggio che spesso la precede. IIn molti casi (es. condominio, successioni, divisioni, diritti reali, locazioni, contratti bancari) è obbligatorio per legge prima di andare in tribunale fare un primo incontri di mediazione per tentare di risolvere il conflitto.


Cosa devi fare subito

Il primo errore che vedo spesso è rimandare, ci diciamo: “Ci penserò.” Nel frattempo la data dell’incontro si avvicina. La mossa corretta è un’altra, parlare subito con un avvocato che conosca la mediazione, quindi:

  1. Leggere attentamente la convocazione
  2. Verificare la data del primo incontro
  3. Contattare subito un avvocato esperto in mediazione
  4. Preparare documenti necessari da inviare all’avvocato
  5. Se la mediazione prevede l’assistenza obbligatoria dell’avvocato provvederà a depositare l’adesione al procedimento di mediazione, se non è obbligatoria la sua assistenza puoi provvedere direttamente a depositare l’adesione al procedimento di mediazione.

Attenzione perché i tempi per l’adesione e la data in cui è fissato il primo incontro sono brevi (di solito 20–40 giorni).

Cosa succede se non partecipi

Qui serve chiarezza, senza giri di parole. Se la mediazione è obbligatoria e non ti presenti:

  • potresti subire conseguenze economiche
  • il giudice potrebbe valutare negativamente la mancata partecipazione alla mediazione, nel successivo giudizio; potrebbe anche inviarvi nuovamente in mediazione durante il giudizio.
  • rischi di perdere non solo un’occasione concreta di chiudere il conflitto rapidamente ma anche di capire realmente di cosa si tratta e se c’è una soluzione percorribile fuori dal processo.

In alcuni casi, la tua assenza viene interpretata negativamente nel successivo giudizio.

Perché partecipare anche se non sei convinto

Molte persone arrivano alla mediazione con un atteggiamento quasi difensivo, a volte perfino scettico , si dicono: “Tanto non ci metteremo mai d’accordo.” È una reazione comprensibile. Spesso il conflitto è già acceso da mesi, se non da anni, e le posizioni sembrano distanti, irrigidite, quasi inconciliabili. Ci si convince che sedersi a un tavolo sia solo una perdita di tempo, un passaggio obbligato prima della “vera battaglia” in tribunale.

Eppure, nella pratica, succede molto più spesso il contrario. La mediazione è un contesto completamente diverso rispetto alla causa. Non ci sono formalismi rigidi, non ci sono tempi morti infiniti, e soprattutto non c’è un giudice che decide al posto tuo. È uno spazio in cui, per la prima volta, le parti possono davvero parlarsi — non tramite atti scritti o udienze rinviate, ma direttamente, con l’obiettivo di trovare una via d’uscita concreta. E la comunicazione è mediata da un mediatore professionista, preparato per questo e può accompagnarsi verso la trasformazione del conflitto in un accordo “su misura”, senza grandi formalismi, contrariamente al giudizio. Accordarsi non significa “cedere” o “avere torto”. Significa usare uno strumento intelligente per chiudere un problema nel modo più efficace possibile per tutti.

Perché partecipare anche se la mediazione è volontaria

Anche quando non è obbligatoria, partecipare conviene perché:

  • puoi chiudere la controversia in poche settimane
  • puoi raggiungere un accordo che sia per te accettabile
  • riduci drasticamente costi e stress

Un esempio concreto di mediazione obbligatoria in una successione ereditaria

Immagina una situazione molto comune. Alla morte di un genitore, due fratelli entrano in conflitto per la divisione dei beni. Uno vive nella casa di famiglia da anni, l’altro ritiene di aver diritto a una quota maggiore perché ha sostenuto economicamente i genitori.

Le posizioni sono rigide. Uno dei fratelli uno non vuole lasciare l’immobile. L’altro pretende la vendita dell’immobile e la distribuzione del ricavato. I due sono in disaccordo anche sul valore del bene. La comunicazione è interrotta da tempo. Si parla solo tramite avvocati. Il rischio di una causa lunga e costosa è altissimo. Arrivati in mediazione, entrambi pensano: “È inutile, tanto finiremo in tribunale.”

Durante l’incontro, però, emerge qualcosa che non era mai stato davvero affrontato. Il fratello che vive nella casa rappresenta che non è contrario a riconoscere un valore economico all’altro, ma ha bisogno di tempo e di una soluzione sostenibile (accendere un mutuo).

Si apre così una possibilità il mantenimento della casa da parte di uno dei fratelli, la possibilità di nominare un esperto terzo ed imparziale per la valutazione dell’immobile durante il procedimento di mediazione e una accordo costruito sulle reali esigenze di entrambi i fratelli. Il risultato è che il conflitto si è risolto senza causa, senza anni di tensioni, senza distruggere definitivamente il rapporto familiare.

A chi rivolgersi a Bologna o online

Per affrontare correttamente una convocazione serve un professionista che:

  • conosca la procedura di mediazione civile e commerciale
  • conosca le tecniche di negoziazione
  • abbia esperienza concreta in mediazione civile e commerciale

Avv. Donatella Pizzi, Bologna, Via Dei Mille 22, avvocato mediatore civile e commerciale e formatore in mediazione civile e commerciale

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